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dissolvenza...




L'altro giorno mi trovavo a Civitacastellana, paesino in provincia di Viterbo. Ero presso l'officina di manutenzione di una società di trasporto pubblico. Tra i meandri dell'impianto ho scovato un reparto. Quello della tappezzeria. Macchine da cucire, seghe circolari, manutenzione dei sedili. Persone impiegate? Una. Dopo di lui, il nulla. 
Mi avvolge una tristezza infinita. Un reparto destinato a morire. Senza futuro. E' questa l'Italia che ci hanno lasciato e che non sappiamo far più crescere. E se quella persona avesse, che so, dieci persone a cui insegnare le competenze (va molto di modo questo termine) che ha acquisito durante la sua vita professionale, i sedili di quella società non sarebbero tutti in ordine e sempre nuovi? E se quelle dieci persone, poi, avessero le capacità di progettare e realizzare un nuovo sedile quanto si risparmierebbe? Quante persone si assumerebbero per il troppo lavoro se il progetto è valido? 
E invece la nuova cultura delle "risorse umane" è un'altra. Tagliare i fronzoli (siamo sicuri che sia un fronzolo il reparto tappezzeria?), tagliare i costi e dare ad una ditta (outsourcing, terzializzare) i lavori. Ma perché? Per quale strana ragione economica si fa così?
Insomma, ci lamentiamo ma non riusciamo a guardarci in torno e a reagire. 

Ad Maiora!

Pubblicato il 12/7/2010 alle 22.36 nella rubrica Diario.

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